Fiscale

IMU e tributi locali sulla casa ereditata: la gestione a distanza

Chi paga l'IMU tra gli eredi e da quando, scadenze del 16 giugno e 16 dicembre, TARI e volture: come gestire i tributi locali della casa ereditata dall'estero.

Se ha ereditato una casa in Italia ma vive all’estero, o segue una successione con coeredi in Argentina, l’IMU (Imposta Municipale Propria) La riguarda dal giorno del decesso. È l’imposta comunale sul possesso degli immobili, e ciascun erede la deve per la propria quota. La casa, inoltre, non è “abitazione principale” per chi risiede fuori dall’Italia: l’esenzione più nota non si applica. Tutto, però, si può gestire a distanza: le scadenze sono due l’anno, il pagamento ha canali accessibili dall’estero e le annualità arretrate si possono regolarizzare. Vediamo come funziona ciascun passaggio.

Che cos’è l’IMU e chi la paga tra gli eredi

L’IMU è l’imposta municipale sul possesso di immobili, disciplinata dalla legge di bilancio 2020 (legge 160/2019) e riscossa dal Comune in cui si trova il bene. Come chiarisce il Dipartimento delle Finanze, il soggetto passivo è il possessore: il proprietario o il titolare di un diritto reale come usufrutto, uso o abitazione. Non la paga chi semplicemente occupa l’immobile.

In una successione, questo si traduce in tre regole pratiche:

  • L’imposta decorre dal decesso. L’accettazione dell’eredità retroagisce al giorno di apertura della successione. Chi accetta diventa possessore da quella data e deve l’IMU per il periodo trascorso, anche se l’accettazione arriva mesi dopo.
  • Ciascun erede deve la propria quota. In presenza di più possessori dello stesso immobile, ognuno è titolare di un’autonoma obbligazione tributaria, proporzionale alla quota e ai mesi dell’anno in cui si è protratto il possesso. Chi è erede per un quarto deve un quarto dell’imposta e non risponde della parte dei coeredi.
  • L’usufrutto sposta l’obbligo. Se la successione attribuisce a una persona l’usufrutto — o se il coniuge superstite esercita il diritto di abitazione sulla casa familiare, che la legge gli riserva — l’IMU è dovuta dal titolare di quel diritto, non dai nudi proprietari.

Quest’ultima regola cambia gli scenari familiari più comuni. Se nella casa è rimasta la madre vedova con diritto di abitazione, l’obbligata è lei; i figli, nudi proprietari o eredi della restante quota, non pagano l’IMU su quell’immobile finché dura il diritto. E se lei vi risiede e dimora abitualmente, per lei quella casa è abitazione principale.

Niente esenzione abitazione principale per chi vive all’estero

L’esenzione più nota dell’IMU riguarda l’abitazione principale: la casa principale non di lusso non paga l’imposta. La definizione di legge, però, è rigorosa: richiede che il possessore abbia nell’immobile sia la residenza anagrafica sia la dimora abituale. Chi risiede a Rosario o a Buenos Aires non soddisfa nessuna delle due condizioni rispetto a una casa in Italia. Per il Comune quell’immobile è una casa “a disposizione” e sconta l’IMU con l’aliquota ordinaria deliberata dal municipio.

Esiste un’eccezione circoscritta, pensata proprio per l’emigrazione italiana. Dal 2021 la legge riconosce una riduzione del 50% dell’IMU su una sola unità immobiliare a uso abitativo posseduta in Italia da soggetti non residenti, titolari di pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l’Italia. La Risoluzione n. 5/DF del Ministero dell’Economia ne ha precisato i requisiti: la pensione deve essersi formata totalizzando contributi italiani e contributi di un Paese convenzionato — e l’Argentina ha una convenzione di sicurezza sociale con l’Italia in vigore dal 1984 —, l’immobile deve essere posseduto a titolo di proprietà o usufrutto e non deve risultare locato né dato in comodato. La stessa norma riduce la TARI di quell’abitazione a un terzo.

Il requisito è specifico: non basta essere pensionati all’estero. La pensione deve essere stata liquidata in regime di convenzione internazionale, cioè sommando periodi contributivi italiani ed esteri. Una pensione esclusivamente argentina, senza contributi italiani computati, non dà diritto alla riduzione. Quando il requisito sussiste, conviene comunicarlo al Comune secondo le modalità che questo prevede, così che la posizione tributaria rifletta il beneficio.

Le scadenze del 16 giugno e 16 dicembre: come pagare dall’estero

L’IMU si versa in due rate l’anno: l’acconto entro il 16 giugno e il saldo entro il 16 dicembre, secondo le modalità pubblicate dal Dipartimento delle Finanze. È possibile anche il pagamento in unica soluzione entro il 16 giugno. Il conteggio non arriva a casa: l’IMU è un’imposta in autoliquidazione, è il contribuente (o il suo professionista) a determinare l’importo applicando l’aliquota comunale alla base catastale dell’immobile. Le aliquote di ciascun Comune sono pubblicate sul sito del Ministero.

I canali ordinari di pagamento sono il modello F24, il bollettino postale compatibile o la piattaforma pagoPA. L’F24 presuppone, in pratica, l’operatività con il sistema bancario italiano. Per chi gestisce la casa dall’estero, le vie realistiche sono due:

  • Pagamento tramite un professionista in Italia. Un professionista abilitato presenta l’F24 per conto dell’erede, con la provvista che questi gli trasferisce. È la via più ordinata quando c’è già un referente che segue la successione, perché la stessa persona concentra imposta di successione, IMU e scadenze. Per operare serve il codice fiscale italiano: abbiamo spiegato come ottenerlo dall’estero anche tramite consolato.
  • Bonifico diretto al Comune. Per chi non può utilizzare l’F24, il Ministero dell’Economia ha indicato la via del bonifico al Comune beneficiario, richiedendo all’ente l’IBAN e riportando nella causale il codice fiscale, la sigla “IMU”, il nome del Comune, l’annualità e l’indicazione di acconto o saldo. Molti Comuni pubblicano queste istruzioni sul proprio sito; conviene verificare i dati con il Comune specifico prima di disporre il bonifico.

Un dettaglio di calendario: l’imposta si calcola per mesi. Il mese si computa per intero in capo a chi ha posseduto l’immobile per più della metà dei giorni. Nell’anno del decesso, quindi, la quota degli eredi decorre dal mese della morte secondo questa regola, mentre la posizione del defunto si chiude in parallelo.

TARI e utenze: chi le paga e come si fanno le volture

Accanto all’IMU c’è la TARI (tassa sui rifiuti), il tributo comunale sul servizio di raccolta. A differenza dell’IMU, la TARI grava su chi possiede o detiene locali suscettibili di produrre rifiuti: se la casa è locata, la paga l’inquilino; se è rimasta vuota e a disposizione degli eredi, la posizione ricade su di loro. Ogni Comune disciplina con proprio regolamento riduzioni ed esclusioni per gli immobili vuoti e privi di utenze attive, quindi il primo passo è sempre lo stesso: comunicare il decesso all’ufficio tributi e chiedere la voltura (cambio di intestazione) o la cessazione della posizione TARI del defunto, a seconda della destinazione della casa.

Lo stesso vale per le utenze domestiche — luce, gas, acqua, eventuale condominio. I contratti intestati al defunto non si estinguono da soli: occorre chiedere a ciascun fornitore la voltura mortis causa a nome di un erede oppure la disdetta, se la casa resta disabitata. Lasciare le utenze attive a nome del defunto accumula bollette e complica le chiusure successive, per esempio se in seguito decidesse di vendere l’immobile ereditato. Le spese condominiali, dove esistono, seguono il proprietario: gli amministratori chiedono di norma i dati del nuovo intestatario appena la successione è definita.

Cosa succede se non si paga: accertamento e ravvedimento operoso

Se l’IMU non viene versata, il Comune notifica un avviso di accertamento: un atto con l’imposta omessa, le sanzioni e gli interessi, che nel sistema attuale è direttamente esecutivo. Per un erede all’estero il rischio pratico è accumulare annualità aperte senza saperlo, perché le comunicazioni viaggiano verso indirizzi italiani non aggiornati.

Prima che quell’atto arrivi, la legge consente di regolarizzare spontaneamente con il ravvedimento operoso: si versa l’imposta omessa con una sanzione ridotta — tanto più contenuta quanto prima ci si attiva — oltre agli interessi. È lo strumento tipico per sistemare gli anni trascorsi tra il decesso e il momento in cui la famiglia riprende il controllo della situazione. La sequenza ragionevole: ricostruire la posizione con il Comune (quali annualità risultano pagate, con quali aliquote), calcolare il dovuto di ciascun erede secondo la sua quota e regolarizzare in un’unica soluzione.

C’è un punto a favore: la successione stessa aiuta a fare ordine. La dichiarazione di successione obbliga già a censire gli immobili con i loro dati catastali, e quello stesso materiale è la base per liquidare correttamente l’IMU. Può vedere i tempi complessivi della pratica nella nostra guida su tempi e costi di una successione in Italia dall’estero.

Come coordiniamo la gestione a distanza

In qualità di avvocata argentina, Josefina Strano coordina la parte italiana con professionisti di fiducia in Italia: la liquidazione annuale dell’IMU e il versamento con F24, le comunicazioni al Comune per TARI e volture, l’eventuale ravvedimento delle annualità arretrate. Da Rosario si tiene insieme il quadro, particolarmente utile quando gli eredi sono divisi tra Italia e Argentina: chi deve cosa secondo le quote ereditarie, quali benefici spettano — come la riduzione per le pensioni in convenzione — e quali scadenze vanno presidiate ogni anno.

I tributi locali sono la parte ricorrente dell’ereditare una casa: non si risolvono una volta sola, si amministrano ogni anno. Conviene quindi organizzarli appena la successione è definita, con un referente stabile e dati catastali verificati. Per collocare questo tema nel percorso completo — dalla dichiarazione di successione alla voltura catastale — può partire dalla nostra guida generale su come ereditare beni in Italia dall’estero.

Domande frequenti

Da quando è dovuta l'IMU sulla casa ereditata?
Dal giorno del decesso. L'accettazione dell'eredità retroagisce all'apertura della successione: chi accetta diventa possessore da quella data e deve l'imposta per il periodo trascorso. Ciascun erede risponde per la propria quota di possesso, in proporzione ai mesi dell'anno, e non per quella dei coeredi.
Si può pagare l'IMU dall'estero senza un conto corrente italiano?
Sì. Il canale ordinario è il modello F24, che un professionista in Italia può presentare per Suo conto con apposita provvista. Per chi non può utilizzare l'F24, il Ministero dell'Economia ha indicato la via del bonifico diretto al Comune: l'IBAN e i dati da riportare nella causale vanno richiesti al Comune stesso.
La casa ereditata può essere esente come abitazione principale?
No, se Lei risiede all'estero. L'esenzione richiede residenza anagrafica e dimora abituale nell'immobile, condizioni che un residente all'estero non soddisfa. Esiste una riduzione del 50% per i titolari di pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l'Italia, su una sola unità abitativa non locata né in comodato.
Cosa succede per le annualità IMU non pagate dopo il decesso?
Finché il Comune non notifica un avviso di accertamento, è possibile regolarizzare spontaneamente con il ravvedimento operoso: si versa l'imposta con sanzioni ridotte e interessi. Conviene ricostruire la posizione con l'ufficio tributi quanto prima, perché il decorso del tempo aumenta gli importi dovuti.

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